Tradizioni pasquali: alla scoperta della gastronomia salentina

Uova di PasquaUno dei periodi più interessanti per visitare il Salento è, senza dubbio, la Pasqua. Volendo entrare nello specifico, il periodo pasquale è molto sentito in Salento e questo lo si capisce anche e soprattutto dai numerosi piatti della tradizione. C’è da dire che la festa della Santa Pasqua è un periodo dell’anno che ha un altissimo valore simbolico, perché segna la morte e resurrezione di Cristo, che dovrebbe essere anche quella dell’umanità tutta, che ritrova la gioia dopo i momenti difficili.

Come molti sanno, la parola Pasqua ha origini remote, dato che proviene dalla parola ebraica Pesach che altro non significa se non transizione dal peccato alla purificazione, dalla morte alla vita. Proprio per questo motivo viene festeggiata al ridosso della fine dell’inverno e all’inizio della primavera.
Ma la Pasqua non è solo legata alla tradizione religiosa e non si riconosce solo per messe, processioni, Sepolcri, Via Crucis e quant’altro, anche se anche questo è un aspetto che nel Salento non viene per nulla trascurato.

La Pasqua salentina è anche tradizione gastronomica di rilevanza estrema e tantissime sono le buonissime pietanze che si preparano per questa festività in tutte le case del Salento, da Lecce a Santa Maria di Leuca, senza alcuna eccezione. Chi le ha provate lo sa: non si può sfuggire dalla bellezza e dalla bontà delle ricette pasquali. Vediamo, quindi, quali sono le specialità pasquali salentine.

Specialità pasquali salentine

Volendo partire dai dolci pasquali, in Salento si prepara in ogni casa un ottimo agnello di pasta di mandorla, anche detto pecureddhu. La pasta di mandorle è tipica del Salento e, pertanto, nelle occasioni speciali vengono preparati dei dolci dalle varie forme e, nel periodo pasquale, la forma prediletta è, naturalmente, quella dell’agnellino. L’agnello di pasta di mandorle viene farcito di marmellata e viene sempre accompagnata da ovetti di cioccolato.

Proprio l’uovo è un altro simbolo della Pasqua e, per capirlo, basta pensare alle uova di cioccolato che si regalano a grandi e bambini.

Ci sono, poi, i quaresimali che sono dei biscotti tipici di Martano, in provincia di Lecce. Si tratta di gustosissimi biscotti realizzati con mandorle, zucchero, uova e farina, che di solito si accompagnano con un buon vino liquoroso.

Nel resto della provincia, invece, spopolano o cosiddetti taralli che sono biscotti al forno impastati con uova, farina, strutto e zucchero.

Ma sempre per rimanere nel mondo dei dolci, c’è anche la scarcella, che viene dalla tradizione spagnola, e che altro non è che una forma di pane dolce, che assume varie forme ed è fatta con farina, uova, vaniglia e zucchero.

Altro dolce tipico è il mustazzolo, che si chiamano così perché prima venivano realizzati con il mosto.

Come si vede, si tratta di lievitati dalla preparazione molto semplice, le cui ricette sono state tramandate di generazione in generazione.

Passiamo al pranzo pasquale vero e proprio. Oltre ai tantissimi dolci, sulle tavole salentine compaiono alcuni alimenti simbolici. Il primo è l’agnello da latte, che si prepara di solito al forno con patate, oppure sulla brace. In passato, alle preparazioni a base di agnello o capretto, si preparava anche lu chinu che è un piatto a base di pollo ripieno di uova, pane, formaggio. Questo piatto si fa sempre meno, ma siamo sicuri che in alcune case si trova ancora.

In alcuni paesi del sud Salento si usa ancora grattugiare il pane per friggerlo: la muddhica viene poi usata per condire la pasta.

Immancabile è la pasta al forno, sempre molto ricca e gustosa, amata in ogni periodo dell’anno, ma a Pasqua in particolar modo. Sulla pasta si grattuggia la ricotta marzotica, mentre per secondo si mangiano, assieme all’agnello, anche i famosi turcinieddhi, che altro non sono che degli involtini realizzati con le interiora e che vengono cotti alla brace e serviti, solitamente, con patate.

Verso Gallipoli, poi, si mangia anche la scapece che è una specialità del posto. Vogliamo, infine, segnalare la cuddhura e la puddhica, che possono essere sia dolci che salate e che rappresentano al meglio il periodo pasquale.

E durante la Pasquetta cosa si mangia in Salento? Ovviamente, la Pasquetta è la festa delle scampagnate e dei picnic. È tradizione che amici, parenti si mettano d’accordo per passare una bella giornata fuori, all’insegna della vita all’aria aperta, della compagnia e dei giochi. Vediamo cosa si consuma solitamente durante un picnic di Pasquetta.

Usanza vuole che, durante la scampagnata di Pasquetta, ognuno porti qualcosa e le pietanze più gettonate sono, naturalmente, quelle di facile consumo all’aria aperta e senza i comfort della cucina o del ristorante. Nella famosa colazione a sacco dei salentini che vanno a festeggiare pasquetta, di solito ci sono la parmigiana di melanzane, immancabile sulle tavole salentine e anche durante le scampagnate, la pitta di patate con cipolla, pomodoro, olive e capperi, la carne panata e fritta, le uova sode, simbolo della Pasqua, gli avanzi della pasta al forno del giorno prima, le frittelle di carciofi e le polpette. Naturalmente, si portano anche i dolci e le uova di cioccolato, per smaltirle velocemente.

La tradizione pasquale salentina,  come si vede, passa anche attraverso i tanti piatti che si preparano. Del resto una delle ragioni per cui il Salento è tanto amato è proprio la cucina tradizionale, di altissimo livello. Si tratta di una delle caratteristiche che fanno questa terra grande: chi pensa che il Salento sia solo pesce si sbaglia, anche se tutti i prodotti del mare sono eccezionali. Il Salento ha una cucina ricca e varia 360° e guardando le varie pietanze tipiche della Pasqua ce ne rendiamo conto.

Scoprire una terra anche attraverso i suoi piatti tipici e la sua tradizione in cucina è uno dei modi migliori che ci siano e il Salento dà non pochi spunti a chi vuole scoprirlo attraverso quello che qui si mangia. Tuttavia, questo è bene ricordarlo, in questa meravigliosa zona della Puglia non si mangia bene solo a Pasqua o nelle grandi occasioni: ogni giorno è una festa sulle tavole salentine e anche chi ci arriva in vacanza non tarderà a capirlo.

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