Il teatro è un parente stretto di quei riti che, da sempre, accompagnano la vita di ogni comunità umana.

Riti che hanno tra i propri fini quelli di rinnovare l’appartenenza alla comunità e di marcarne i momenti più importanti, spesso legati alle attività della terra.

Nel tempo sospeso, che il teatro esige, il gesto, la parola e la musica diventano il tramite con qualcosa che è presente fuori e dentro di noi. Il rito ha il potere di ri­-legare le persone insieme, riunirle in un sentire comune.
In questo Viaggio abbiamo scelto il teatro per dar voce agli antenati che, prima di noi, hanno saputo parlare del nostro vivere in relazione tra la Terra e il Cielo, interrogandosi così sulle ragioni autentiche della vita. L’intento è quello di far dialogare insieme le voci di ieri con quelle di oggi per raccontare una storia in cui riconoscerci, partendo dal cibo, dall’agricoltura e dal nostro rapporto con la terra.

A gennaio 2016 sono nate le Letture recitate in Musica: un primo studio per raccontare l’esodo dalle campagne verso le città, verso le fabbriche, e per narrare come l’agricoltura sia diventata essa stessa industria. Questa innaturale metamorfosi ha stravolto il nostro modo di vivere e creato una frattura la cui eco, se siamo in ascolto, è percepibile anche dentro di noi.

Da marzo 2016 è iniziata una seconda fase di percorso, dove continua lo studio attraverso nuovi materiali e storie per creare una vera e propria drammaturgia finalizzata ad uno spettacolo teatrale di narrazione e musica. L’intento è di rispondere a quella domanda trovata in un vecchio libro, in cui una divinità chiedeva ad un uomo, che cercava di nascondersi dopo aver assaggiato il frutto della conoscenza: “Adamo dove sei?”.