Sfamare il mondo?

  Val Borbera – Alessandria, 2 Ottobre 2015

“Sfamare il mondo” è l’intento professato dalle grandi multinazionali dell’agroindustria e dell’alimentare.
Una dichiarazione politically correct che pur strizzando l’occhio alla responsabilità sociale d’impresa, stona con gli imperanti metodi di produzione e con le logiche di profitto che nulla c’entrano con la distribuzione equa del cibo e la lotta alla povertà.
Pure Expo 2015 ha assunto a motto “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, una supercazzola ben confezionata, a nostro modesto parere, offensiva nei confronti dei 795 milioni di persone denutrite che ci sono al mondo (dati FAO).

Maurizio, che si domanda quali responsabilità abbiamo nei confronti del “mondo da sfamare”, ci ha accolti la mattina del 27 settembre a Cascina Barbàn.  Questa piccola casa di sassi tra i colli della Val Borbera è il luogo eletto da lui e la compagna per coltivare orto e vigna con metodi biologici, produrre e promuovere semi locali come la Fagiolana Bianca di Figino, accogliere wwoofer, “trovare la propria dimensione”.

Con lui, Stefano, Cristina e altri amici abbiamo arricchito di riflessioni il nostro percorso. Ancora una volta ci siamo confrontati su Expo mettendo in gioco le diverse posizioni di chi ha a cuore il biologico etico e l’incontro tra contadini e consumatori, senza escludere chi critica la centralizzazione del potere sulla terra ad opera delle multinazionali.

Al momento il furgone del Viaggio serpeggia tra i colli fiorentini, nel vivo del 18° giorno on the road.
Dai finestrini si gode di una vista agrodolce: il panorama delle colline è da perderci la testa, ma rimane il dubbio che quelli intorno a noi siano tutti campi avvelenati dai trattamenti fertilizzanti.

Continuate a seguirci, anche su Facebook dove trovate una cronaca live del Viaggio. Avanti tutta!