Terranuova

06 Novembre 2015

Di Beatrice Salvemini

Un viaggio tra terra e cielo che presto diventerà un film documentario e un testo teatrale. E’ l’impresa portata avanti da Andrea Pierdicca e dal gruppo che lo ha seguito in questo progetto artistico di ricerca sulla campagna italiana.

«“Viaggio Tra Terra e Cielo” è un progetto artistico di ricerca sulla campagna italiana. Una web story, un film documentario e un testo teatrale che raccontano sia chi oggi lavora la terra con tecniche agronomiche rispettose dell’ambiente, ma anche la voce di una ricerca scientifica indipendente, fino ad arrivare ai rapporti esistenziali – siano essi politici, filosofici o spirituali – che legano l’uomo alla terra». Sono le parole di Andrea Pierdicca, anima del progetto che ha preso il via ed è già approdato alla realizzazione della web storyche è gia visibile sul www.radicinelcielo.it: è un diario di viaggio online che presenta con video-clip e testi le tappe degli incontri avvenuti nel primo tour del gruppo, appena concluso. «Un viaggio di un mese, con un furgone attraverso le campagne italiane – spiega Andrea – Nei prossimi mesi, a partire dal materiale girato in viaggio, lavoreremo alla realizzazione di un film documentario e ad un testo teatrale che riporterà il percorso artistico alle sue radici».

«“Viaggio tra Terra e Cielo” è un progetto artistico frutto di una lenta alchimia, di un percorso maturato negli anni attraverso incontri, relazioni, scelte di vita, esperienze artistiche, ma soprattutto ricerche sul campo. Nel 2004, mentre lavoravo come attore di prosa nei teatri italiani, contemporaneamente iniziai l’avventura di narratore portando in scena lo spettacolo “Il Fiume Rubato tratto da “Cent’anni di veleno” di Alessandro Hellmann.

Da qui è partito il viaggio reale – prosegue Pierdicca – con Alessandro iniziammo le spedizioni in Val Bormida per fare sopralluoghi, incontrare persone, raccogliere materiale, testimonianze (ore e ore di racconti orali). Dopo un anno fu pubblicato il libro sulla storia della Val Bormida e dell’ACNA di Cengio, e l’anno successivo nacque il monologo (con le musiche degli Yoyo Mundi) che iniziò a girare per i teatri italiani. Nel 2008, da un’idea di Federico Canibus (tecnico e musicista), lo stesso spettacolo scese dal palco diventando “Il Racconto del Fiume Rubato”, un esperimento di teatro fuori dai teatri, una storia del popolo riportata al popolo. Con Federico abbiamo attraversato regioni, città, paesi, campagne, ma soprattutto incontrato tante persone in tanti ambienti diversi tra loro. Sulla base di questa esperienza si è toccato con mano che il teatro può essere davvero uno strumento efficace per far rivivere esperienze, veicolare informazioni, stimolare una coscienza critica. Ci siamo resi conto che nel nostro viaggio stavamo restituendo alla narrazione orale quella funzione di rito collettivo attraverso cui una comunità si ritrova insieme per affrontare questioni importanti che la riguardano. Circoli, movimenti, associazioni, comunità, piazze, ovunque andavamo le persone si riconoscevano in questa storia archetipica di un inquinamento ambientale che riguarda tutti, nessuno escluso; una storia del ‘900 che con il mito del benessere ha avvelenato aria, acqua, terra, che ha raccontato bugie, confuso coscienze, illuso gli animi».

«Ripercorrendo in questo modo le orme degli antichi contastorie abbiamo incontrato per l’Italia centinaia, migliaia di persone, abbiamo ascoltato le loro parole e i loro occhi a fine spettacolo e questa percezione viva ci ha confermato che nel nostro Paese c’è un’umanità che non si riconosce nella televisione e tantomeno nei rapporti virtuali, ma che ha voglia e bisogno di confrontarsi per capire e per potersi riconoscere dal vero. Dopo più di 100 date in Italia, quest’avventura ha avuto il suo compimento al thèatre de l’Ogresse a Parigi nel settembre 2014. Nei prossimi mesi uscirà in dvd il video integrale de “Il Racconto del Fiume rubato ” in allegato al libro “Cent’anni di veleno”. Intanto, con questo bagaglio esperienziale, nel 2011 ecco che incontriamo sulla via altri compagni di viaggio con cui arricchire e trasformare il percorso. Con Francesco Panella (presidente dell’Unione Nazionale Apicoltori Italiani) come promotore del nuovo campo di ricerca, e da un’idea di Paolo Archetti Maestri degli Yoyo Mundi, il viaggio si evolve con la creazione del nuovo spettacolo La Solitudine dell’Ape: un racconto-canzone che partendo dalla vita del chimico Justus Von Liebig ricollega i fili tra campagna, agroindustria, allevamenti industriali, pesticidi e moria delle api.

Scritto insieme ad Alessandro Hellmann e Antonio Tancredi (regista con cui abbiamo sperimentato una ricerca drammaturgica che nasce dall’azione teatrale), e con musiche e canzoni degli Yoyo mundi, lo spettacolo (prodotto da Unaapi) sta ancora oggi girando per l’Italia e l’Europa».

«Pochi mesi dopo il debutto ufficiale, anche il testo teatrale de “La Solitudine dell’Ape” scende dal palco in una versione on the road e inizia a girare per le campagne italiane, illuminato da 5 faretti e musicato da una fisarmonica. Insieme ad Enzo Monteverde (tecnico e musicista), sull’onda dell’esperienza fatta con “Il Racconto del Fiume Rubato“, iniziamo così ad attraversare l’Italia con Il Cantico delle Api, una narrazione in musica che tra paesini, cascine, aie, stalle, fienili, ma anche sinagoghe, chiese, mercati, salotti, ecc. compie piu di 100 date in tutta Italia fino al 2014, anno in cui si trasforma in un video-documentario itinerante, La Zappa sui piedi, che intreccia momenti di narrazione teatrale insieme ad incontri con apicoltori, contadini ed esperti del settore.  È proprio con quest’ultimo lavoro che il viaggio fa un altro salto evolutivo per arrivare all’oggi. Con Nicolò Vivarelli (video maker), Valentina Gasperini (comunicazione web), Andrea Lilli (consulente scientifico) si allarga il gruppo di lavoro e inizia cosi a prender vita il nuovo progetto Viaggio tra Terra e Cielo, per indagare più a fondo la campagna italiana e chi la lavora con lealtà. La motivazione di quest’ennesima scommessa è che in molti oggi sentono la necessità e l’urgenza di agire un cambiamento possibile. Ma per cambiare veramente, prima dobbiamo riconsiderare la nostra esistenza tra la Terra, madre e nutrice da cui tutti dipendiamo, e il Cielo, che della terra è radice profonda e che ci lega alla dimensione del sacro».

«Per realizzare questi tre prodotti artistici abbiamo percorso in un mese più di 4000 km in furgone attraverso l’Italia per incontrare quella moltitudine di sguardi di chi oggi in modo diverso è in relazione con la terra: contadini, consumatori, ricercatori, studiosi ed esperti in campo scientifico e culturale. Il film e il testo teatrale che nasceranno dal viaggio avranno, come valore aggiunto, la forza del dialogo con i nostri antenati: come in un convivio, autori scelti dialogheranno tra loro. Attraverso letture recitate ascolteremo il pensiero di quegli scrittori, poeti, artisti del passato che con le loro opere hanno colto il senso profondo che lega l’uomo alla terra, così da meditare sulla sua fertilità e sui legami che dobbiamo ristabilire con lei. Cosi facendo andremo a legare le pratiche agricole alla poesia e alla letteratura, ristabilendo le relazioni con la storia e le riflessioni sublimi che ci hanno preceduto».

Viaggio tra Terra e Cielo” è composto da tre prodotti artistici, tre media coinvolti, tre prospettive per esplorare il mondo rurale dal suo interno. «L’esperienza diretta di quelle vite che praticano i loro saperi attraverso l’agricoltura dialogherà con scienza, filosofia, teatro, musica e poesia. Un viaggio attraverso forme comunicative che procedendo dal web, al cinema, al teatro, ci ricondurrà proprio alle radici più profonde della narrazione orale, a quella funzione di rito collettivo attraverso il quale una comunità si ritrova insieme per affrontare questioni importanti che la riguardano. Il viaggio mette in relazione umanità che pur percorrendo strade diverse, creano in autonomia spazi di vita e forme di lavoro. Superando la sfiducia di chi dice “non si può fare”, contrastando la logica delle pratiche convenzionali, oggi in molti preservano il territorio, lo nutrono, fanno cultura. È un’avventura che si nutre di forze in sinergia che sommate realizzano l’essere più di se stessi…l’ essere di un sogno pronto a spiccare il volo!».

Nel gruppo di lavoro ci sono anche Alessandro Hellmann (scrittore e musicista), Antonio Tancredi (regista teatrale), Enzo Monteverde (musicista e compositore), in più Tomasella Calvisi (compositrice e interprete vocale), Tina Belluscio (Project Manager Professional). E ancora, Cristina Rodocanachi, medico ambientale, con noi come organizzatrice e promotrice teatrale, e Francesco Panella, presidente Unaapi, primo co-produttore a credere e sostenere economicamente l’avvio di questa nuova avventura artistica.

Oggi il viaggio per poter continuare cerca co-produttori che comprendano e si riconoscano nei contenuti del progetto. «Con loro condivideremo la paternità di un messaggio vitale, necessario e contemporaneo, sintesi di un nuovo ciclo storico  – conclude Andrea – Il semplice saperlo è un seme; se il terreno è pronto, allora una verità che lo incontra vi si annida e inizia a germogliare».

ARTICOLO PUBBLICATO SUL SITO DI TERRANUOVA