Terranuova

 28 Febbraio 2016

Di Andrea Pierdicca e Valentina Gasperini

A Milano, il 19 e il 20 Febbraio, l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica ha realizzato con successo il Convegno Internazionale “Per l’economia della Terra – La nostra casa comune”, per parlare di agricoltura sostenibile e mercato. E’ in questo dibattito, tra professionisti dell’impresa agricola e delle organizzazioni internazionali, tra filosofi e agronomi, storici ed economisti, che Radici nel Cielo ha portato in scena le voci di oggi e di ieri attraverso il teatro.

È un video del Principe Carlo d’Inghilterra ad aprire il convegno, tenutosi a Milano venerdì 19 in Bocconi, per condividere una riflessione sull’importanza di collaborare per la salute del pianeta. Salute che, come ricorda il Principe, è legata al futuro dell’agricoltura, alla gestione delle terre e dei capitali agricoli, alla capacità di rispondere adeguatamente alle sfide lanciate dall’aumento della popolazione mondiale.

Quest’anno, all’interno del convegno internazionale, l’interesse è stato puntato sui temi della qualità, dell’impresa sostenibile e della cultura, con interventi che hanno affrontato i temi dell’ecologia culturale, la salvaguardia del mondo agricolo, il dialogo tra società civile, impresa e agricoltura. Dai relatori e partecipanti al convegno, la proposta di invertire la rotta in picchiata del tasso d’occupazione con interventi economici e sociali mirati anche a rallentare la fuga dalle campagne, riportando l’agricoltura al centro della ripresa economica con pratiche sostenibili ecologicamente.

Numerosi relatori italiani ed internazionali si sono succeduti ricordando l’importanza dell’agricoltura biologica e biodinamica per l’economia globale. Non solo numeri che fanno rizzare le orecchie a chi si occupa di mercato, ma anche storie ed esperienze di fattorie e aziende agricole che ce l’hanno fatta, scegliendo la strada dell’agricoltura sostenibile.

Venerdì 19 febbraio, all’Università Bocconi, in Aula Magna Gobbi, Andrea Pierdicca è intervenuto con letture recitate tratte dall’Enciclica sull’Ambiente di Francesco Bergoglio. L’indomani, sabato 20 febbraio, sul palco del Teatro Franco Parenti, sono salite invece le voci dei nostri antenati in dialogo con i contadini dell’ oggi attraverso “Parole in Musica, letture recitate per un Viaggio tra Terra e Cielo” con Andrea Pierdicca (voce) ed Enzo Monteverde (musica), regia Antonio Tancredi.

Andrea Pierdicca prima di iniziare le letture presenta cosi il senso della nostra partecipazione al convegno: «Negli ultimi anni, girando l’Italia come attore di narrazione,occupandomi di questioni riguardanti l’ambiente e l’agricoltura, ho ripreso l’antica tradizione dei contastorie che raccontavano ovunque, non solo nei teatri ma anche fuori dai teatri. Ho girato per cascine, aie, stalle, fienili, ma anche chiese e sinagoghe, piazze e mercati per incontrare le persone e parlare con loro. Cosi facendo ho conosciuto le loro storie e le loro piccole realtà in grande trasformazione. Allora mi sono detto: tutta questa potenzialità bisogna farla conoscere, anzi, bisogna ampliare l’indagine e approfondire la ricerca, per poi raccontarla attraverso il teatro e la musica, ma anche il video e il web. Da quest’idea nasce un gruppo di lavoro e parte il Progetto “Viaggio tra Terra e Cielo”, alla ricerca di quelle persone che oggi con la pratica propongono un rinnovato rapporto con la terra”. Nell’autunno scorso siamo saliti su un furgone westfalia con due telecamere, io, un videomaker (Nicolò Vivarelli), un’esperta nella comunicazione web (Valentina Gasperini) e un consulente scientifico (Andrea Lilli) e abbiamo attraversato le campagne italiane facendo più di 4000 mila chilometri, 26 tappe, 70 interviste. Siamo andati a casa dei contadini, abbiamo mangiato con loro, ci hanno ospitato per la notte, li abbiamo seguiti a lavoro nei campi, nelle stalle, e nei mercati. Poi abbiamo allargato la ricerca incontrando anche allevatori, apicultori, artigiani, boscaioli e ancora medici, professori universitari e ricercatori scientifici. Una pluralità di voci per raccontare l’oggi. Ma per comprendere più a fondo l’oggi è stato necessario anche rivolgersi indietro iniziando a cercare le voci dei nostri antenati, le radici di un pensiero che abbiamo dimenticato. Nel dicembre scorso abbiamo proseguito il viaggio in questa direzione con un regista (Antonio Tancredi) e un musicista (Enzo Monteverde). E quello che presentiamo oggi naturalmente non è il risultato finale ma è solo l’inizio di un percorso in itinere, è un primo studio sotto forma di letture in musica, che nei prossimi mesi diventerà una drammaturgia e poi uno spettacolo di narrazione. Solo alla fine di tutto questo progetto le voci di oggi si incontreranno con quelle di ieri per dialogare come in un convivio, attraverso un film documentario e una narrazione teatrale».

Dice Antonio Tancredi, il regista dello spettacolo: «A fine lettura mi fermano alcuni spettatori. Molti di loro han seguito la due giorni del convegno internazionale sull’agricoltura biodinamica. Ci ringraziano e ci confermano la necessità delle letture e del viaggio che stiamo facendo alla ricerca delle voci di ieri e di oggi. Far sapere a più gente possibile ciò che sta avvenendo oggi in agricoltura, è necessario. Ma lo è ancor di più raccontare che non c’è solo un agricoltura che mortifica i suoli, i corpi e le menti. Esistono persone, reti, comunità, imprese che hanno scelto un diverso rapporto con la terra, attuando pratiche che mettono al primo posto non il fatturato, ma il rispetto del vivente e la fertilità del suolo. Sono queste che infondono coraggio, che aprono visioni e brecce in un sistema culturale ed economico da molti considerato ancora come il solo ed unico possibile. E spesso ciò che è giusto e sano ha conseguenze positive anche per il fatturato, come mi testimoniava Fabrizio da Imperia. Ma difficile farlo capire a chi crede che non esistano alternative. Hanno la testa completamente immersa nella merda e non sanno che basterebbe poco per tirarla fuori. Ma quel poco implica un cambiamento di pensiero».

«I due aspetti, ambientale ed economico, sono strettamente legati. Se economia è, nel suo senso più originale, il modo di amministrare la casa, non si può non tenere presente di ciò che è casa, ossia l’ambiente in cui l’umanità vive. Ecco che la crisi dell’una si riflette sull’altra. La crisi ci obbliga ad interrogarci sulle strade percorse e ci chiede di cambiare. Ma cosa e come? Si potrebbe partire da una considerazione, che abbiamo un solo pianeta e che questo è la nostra unica e più grande risorsa, senza non potrebbe essere concepita la nostra umanità. Questo senso di appartenenza, presente nelle culture passate, sopravvive oggi nelle pratiche di tanti contadini, artigiani, medici, scienziati, artisti. Ed è attraverso le loro voci che stiamo cercando, per amplificare attraverso l’arte quegli stimoli e quegli esempi concreti che possono guidare un’ umanità fuori da quella melma in cui si è cacciata, per aiutarla a tirare fuori la testa da un pensiero che rischia di mettere in pericolo la sua stessa esistenza».

Il Convegno si è svolto in collaborazione con Università Bocconi, che ha ospitato i relatori e gli ospiti della prima giornata, con il patrocinio del Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali, della Regione Lombardia, del Comune di Milano, del FAI – Fondo Ambiente Italiano, della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, e del Teatro Franco Parenti che ha accolto la seconda giornata

Il viaggio del gruppo “Radici nel Cielo”, impreziosito dal nostro videomaker Nicolò Vivarelli, presente a Milano per filmare, è presentato all’interno della web story gia on-line sul sito www.radicinelcielo.it.

È grazie al lavoro di insieme, e alla collaborazione con diverse figure professionali, che il progetto “Viaggio tra Terra e Cielo” sta continuando il suo percorso. In questo caso ringraziamo Cristina Rodocanachi (medico ambientalista), che ha scelto di sostenere e collaborare al progetto, e Giulia Maria Crespi, una delle pioniere dell’Agricoltura Biodinamica in Italia e presidente onorario del FAI, che ci ha invitato a Milano per presentare e far conoscere il lavoro che stiamo portando avanti da mesi. La strada è lunga ma le collaborazioni aumentano, anche perchè l’unica via di salvezza, oggi più che mai, è proprio quella di ritrovarsi insieme, per riconoscerci sulla stessa Via.

 

 

ARTICOLO PUBBLICATO SUL SITO DI TERRANUOVA il 26 febbraio 2016