Le cose quali sono

  Lagacci – Pistoia, 6 Ottobre 2015

La sera del primo ottobre è la sera del primo camino acceso, e ritrovarci con Paolo Brunetti è una morbida fortuna. Tra un’occhiata al fuoco e un sorso di vino, in attesa della cena rimbalziamo tra il tavolo e il focolare, in una giostra che rincorre parole e racconti.

Storie di civiltà antiche, modelli di società a confronto, critiche accese allo sfruttamento del lavoro, ricordi pungenti di movimenti sociali: così si animano i primi discorsi. Quando arriviamo a parlare di democrazia la scopriamo colpita da una crisi profonda, esacerbata dalla scarsa rappresentatività delle sue istituzioni.
Ci interroghiamo sul funzionamento dei centri di potere politico ed economico, e risentiamo degli insulti avanzati ai diritti inalienabili dell’essere umano, come il diritto all’acqua, ancora oggi messo in discussione. Da privatizzazione a privazione il passo sembra troppo breve.

Tra i ricordi di vita riaffiorano i ricordi di parole, che si usavano e ora non si usano più.
Sogno
, ad esempio, è una di quelle che non sentiamo più tanto spesso, come osserva Paolo.

Sono trascorsi cinque giorni da quella cena a Lagacci e oggi sei ottobre, in Val di Cecina, abbiamo conosciuto la determinazione di Ilenia e l’operosità di Irio. È quasi sera a La Sassa, il paesino sincero e spiovente sul vuoto di questa valle toscana, e siamo ospiti di Giulia, educatrice, e Gianfranco, boscaiolo.

Con i prossimi incontri puntiamo verso l’Umbria di Etain e Martino e le Marche di Giovanni e Stefania.
Come ci è d’abitudine dire: avanti tutta!